INCONTRO DI STUDIO SUL TEMA La difesa del non abbiente: solidarietà o business?

 Il giorno 3 dicembre 2002 si è tenuto, presso il Ristorante Vigna dei Cardinali in Roma, un incontro di studio dell’A.N.V.A.G., Associazione Nazionale Volontari Avvocati per il Gratuito patrocinio e la difesa dei non abbienti, cui hanno partecipato il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma Avv. Federico Bucci, la Dott.ssa Simonetta Matone Albertario, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma e il Dott. Antonio Martone, Sostituto Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione.

L’Avv. Nicola Ianniello, Presidente dell’ANVAG, dopo aver salutato tutti i partecipanti all’incontro, ha presentato il tema della riunione: "la difesa del non abbiente: solidarietà o business?"

Si pone, infatti, il quesito se il patrocinio a spese dello Stato, previsto dalla legge n.217/90, integrata per la materia civile e amministrativa dalla legge n.134/2001, e, per quanto attiene alla materia dei minorenni dalla legge n.149/01 tuttora "in aspettativa", sia da esaminare sotto l'aspetto dei sentimenti di solidarietà sociale presenti nella legge professionale e nel codice deontologico, ovvero sotto l'aspetto prettamente economico di retribuzione dell'opera professionale, oggi inquadrata in un "servizio" dell'avvocatura che per parecchi anni è stata onorifica.

L’A.N.V.A.G., i cui soci si sono sempre rivelati sensibili alle esigenze delle categorie più deboli, si è sempre distinta per il fattivo apporto dato nel "traghettamento" della legislazione sul povero dalla Legge 3282 del 1923 fino alla Legge 217 del 1990, integrata dalla recente Legge 134/2001. Gli avvocati che si impegnano nella difesa dei non abbienti svolgono la propria attività in maniera competente e sempre dignitosa, perché non è vero che chi si rende disponibile per la difesa del povero è un avvocato libero da impegni, modesto, spesso giovane e alla ricerca di clientela.

L’Avv. Ianniello ha, quindi, sottolineato l’importanza della gestione attenta degli elenchi dei difensori previsti dalla normativa sul patrocinio a spese dello Stato da parte del Consiglio dell’Ordine, che deve vigilare sul rapporto tra il difensore e il non abbiente, nonché l’esame attento dell’operato del difensore da parte del magistrato ai fini della liquidazione della parcella.

Appare peraltro necessario operare degli aggiustamenti alle leggi in materia di difesa del non abbiente, e l’A.N.V.A.G. si farà portavoce delle varie necessità di correzione e miglioramento della normativa alle forze politiche più sensibili.

In particolare l’Avv. Ianniello ha evidenziato che, dai fac simili relativi alle domande e provvedimenti ammissivi o di rigetto pervenuti da numerosi Ordini Forensi, interpellati a tale scopo, risulta che tutti si limitano a riportare il provvedimento mettendo a disposizione del "beneficiato" gli elenchi dei difensori.

Ciò non appare condivisibile, perché sarebbe bene che il provvedimento indicasse il nominativo del difensore caso per caso, sul presupposto che gli elenchi, nello spirito della legge di riforma del gratuito patrocinio, non hanno altra funzione se non quella di recepire la preventiva accettazione degli incarichi da parte dei difensori ( i quali non possono, perciò, rifiutarsi) e realizzando, così, la tutela del non abbiente anche sul piano concreto e la volontà del legislatore.

Come è noto, l’ANVAG si è posta, già prima del T.U. sulle spese di giustizia, in una posizione critica nei confronti del "famigerato" elenco dei difensori, che non può essere ritenuto come unica fonte per la difesa del non abbiente, dovendo estendersi a tutti gli avvocati iscritti agli albi, che accettino l’incarico, la possibilità di difenderlo avvalendosi del beneficio che sia stato riconosciuto dall’Ordine forense.

Il non abbiente può affidarsi ad un difensore che conosce e che probabilmente si è occupato dei suoi interessi in altre occasioni (e che non necessariamente ha inteso dare la propria disponibilità per essere inserito nell’elenco), e per questo la responsabilità del conferimento di quel dato incarico ricade per certi versi anche su di lui stesso, mentre per quel che concerne la individuazione del difensore da parte del non abbiente che non conosce alcuno, ben vengano gli elenchi, anche con il requisito della anzianità di iscrizione, che offrono maggiori garanzie per una difesa seria e competente.

Altri problemi su cui lavorare nel prossimo futuro sono:

L’Avv. Ianniello, delineati così alcuni dei temi in discussione, ha dato la parola alla Dott.ssa Simonetta Matone Albertario, la quale, ringraziando per la cordialità che le è stata sempre rivolta dai componenti dell’A.N.V.A.G., ha ricordato che il servizio dell’avvocato è un servizio indispensabile, in particolare in una società in cui si allarga sempre di più la forbice tra ricchi e poveri e nella quale sembrano sempre più numerosi i cosiddetti "nuovi poveri".

Il difensore che opera nel Tribunale per i Minorenni è soprattutto il primo collaboratore del giudice.

Il problema è che spesso comportamenti scorretti di taluni avvocati ledono l’intera categoria.

Ecco, allora, l’importanza del recupero del proprio ruolo da parte degli Avvocati: un buon "biglietto da visita" è importante, e questo si ottiene con il recupero della professionalità, con lo studio continuo.

L’Avv. Ianniello, nel ringraziare la Dott.ssa Matone Albertario, ha consegnato una targa dell’associazione attestante la nomina come socio onorario dell’A.N.V.A.G. (e relativa tessera di iscrizione) in considerazione della grande sensibilità dimostrata sempre dalla Dott. Matone Albertario nei confronti dei temi riguardanti il non abbiente e sui quali non ha lesinato il proprio contributo di competenza e esperienza.

La Dott. Matone Albertario ha ringraziato tutta la associazione per il riconoscimento tanto inatteso quanto gradito.

E’ seguito, quindi, l’intervento del Presidente dell’Ordine forense romano Avv. Federico Bucci, il quale, riallacciandosi a quanto detto dalla Dott.ssa Matone Albertario circa l’importanza di un continuo miglioramento professionale da parte degli operatori del diritto, e in relazione al tema dell’incontro, ha ricordato le iniziative del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma, indirizzate ad una formazione continua degli iscritti, proprio perché la vera ricchezza della classe forense è la professionalità, e l’Italia è un Paese all’avanguardia in quasi tutti i settori del diritto, grazie alla tradizione e all’opera di eccellenti magistrati e avvocati che sono in assoluto i migliori del mondo.

Per ciò che concerne i problemi inerenti gli onorari dell’avvocato, l’Avv. Bucci ha voluto ricordare la Lex Cincia, del 204 a.C., sui compensi agli avvocati, che prevedeva che l’avvocato non poteva pretendere di essere pagato dal suo assistito per l’attività svolta, essendo soltanto il cliente che, spontaneamente, poteva elargire un compenso all’avvocato in segno di gratitudine.

Il ruolo dell’avvocato è importantissimo nella società, soprattutto in questi ultimi anni in cui si è assistito ad una esplosione dei "nuovi diritti" (alla salute, all’ambiente, etc.), ed ecco perché non si può dire che ci siano troppi avvocati.

In merito a problema degli elenchi dei difensori per il patrocinio a spese dello Stato, l’Avv. Bucci ha ricordato che il Consiglio dell’Ordine di Roma ha innovato rispetto alla originaria interpretazione della normativa, sostenendo che l’avvocato può essere scelto anche se non iscritto negli elenchi speciali, nel caso in cui sia nominato quale avvocato di fiducia.

L’elenco tenuto dal Consiglio dell’Ordine è un elenco garantito, ma il Consiglio non può indicare anche il difensore, non potendosi attribuire questo potere nei confronti del soggetto che ha presentato l’istanza, anche perché sarebbe un’eccessiva opera di tutorato.

Non sembra condivisibile, a parere del Presidente del Consiglio dell’Ordine di Roma, neanche la proposta di rendere obbligatoria l’accettazione da parte degli avvocati iscritti negli elenchi, perché con l’iscrizione l’avvocato segnala le sue capacità, si mette a disposizione, ma non può essere obbligato ad accettare.

Il Consiglio dell’Ordine di Roma, che è chiamato a decidere in media su 70 istanze di ammissione al patrocinio a spese dello Stato al giorno, esamina le richieste in maniera seria e meticolosa, anche se si trova a dover affrontare una mole immensa di lavoro.

Ha fatto seguito l’intervento del Dott. Antonio Martone il quale ha confermato la propria interpretazione, già espressa in occasione di un recente incontro di studio dell’ANVAG (Il giusto processo e la giusta difesa del non abbiente) delle norme riguardanti il difensore nel patrocinio a spese dello Stato, laddove il difensore, se di fiducia, può essere scelto anche se non iscritto negli elenchi speciali.

Detti elenchi appaiono oltre modo criticabili, laddove la legge prescrive i requisiti necessari per esservi iscritti, in particolare la eccessiva ampiezza di sanzioni disciplinari previste (quindi anche il semplice richiamo) anche se indubbiamente l’elenco rappresenta un attestato di competenza di professionalità dell’avvocato.

Riferendosi al fatto che vii sia un’altissima domanda di giustizia, che ha l’effetto di provocare un serio intasamento degli uffici giudiziari, il Dott. Martone ha sottolineato che il "dare giustizia" dovrebbe essere proporzionato al fatto, adeguando così gli strumenti e le garanzie alle diverse esigenze, senza pretendere di trattare le controversie, differenti tra loro per valore e per rilevanza sociale, allo stesso modo.

E’ auspicabile la eliminazione delle fonti della conflittualità, che deriva in massima parte dalla grande incertezza del diritto (una volta pochi giudici dell’Alta Corte "facevano diritto") che agisce da moltiplicatore del contenzioso: a fronte di tutto questo è assolutamente necessario per i magistrati e gli avvocati un continuo aggiornamento professionale.

(A cura dell'Ufficio Stampa e Informaticaa - Valentina Romagna)